LA CITTA'

Nereto, con i suoi 7 Kmq è uno dei più piccoli Comuni d’Italia.
Di nobilissime tradizioni, da alcuni studi, sembra sia stato fondato dai Liburni, popolo proveniente dalla opposta sponda dell’Adriatico. I Liburni, di stanza vicino al fiume Neretva (Narenta), vennero in Vibrata e stabilirono proprio il loro primo nucleo abitativo a Nereto. Nel tentativo di ricordare i luoghi d’origine, diedero il nome Nereto al nuovo insediamento.

In posizione centrale rispetto a tutte le altre municipalità della zona, la cittadina ha sempre avuto il ruolo di cardine della Val Vibrata, prevalentemente sotto l’aspetto dei servizi resi alla popolazione. Fiorente da sempre l’attività commerciale, è noto nell’arte culinaria per i suoi due piatti dichiarati dalla Regione Abruzzo quali “piatti tradizionali abruzzesi”:il “Tacchino alla Neretese” e la “Capra alla Neretese”.

Nereto, come diversi altri paesi della Val Vibrata, può essere considerato anch’esso “zona di confine”, conteso più volte nel passato tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie.
Si conservano pregevoli testimonianze artistiche quali la Chiesa di San Martino (una delle più antiche d’Abruzzo) e la Chiesa Madre, ove è possibile ammirare gli affreschi del pittore Toscani raffiguranti il “Miracolo della Madonna della Consolazione”, ciclo pittorico elegantissimo e coinvolgente per l’insito messaggio. La leggenda narra infatti che fu proprio grazie ad un intervento della Madre Celeste e dei suoi Angeli che nel lontano 1798 il paese fu salvato da un saccheggio che stava per essere messo in atto da truppe francesi. Di particolare bellezza l’Edificio Municipale.

Nereto, agli inizi del “900 venne frequentemente visitato dal poeta Gabriele D’Annunzio, che insieme a studiosi e poeti del luogo, nell’abitazione Sorge, diede vita ad un vero e proprio “cenacolo culturale neretese”. Nereto oltre a ciò lega il suo nome ad un ritrovamento di una capanna di origine neolitica avvenuto nel 1986. Sono più che note le ceramiche neretesi e i due laboratori che le producono: il “ Federico Mignini” e il “Nando Perilli”. Si stanno affermando anche altri laboratori quali quelli orafi, maestri nella produzione del noto gioiello abruzzese “La Presentosa”. In Nereto vive e lavora Francesco Perilli, lo scultore che ha in animo di gemellare tutti i Continenti regalando loro il “Simbolo del Multiculturalismo” del quale è visibile, all’ingresso del paese, provenendo dalla costa, una copia di dimensioni ridotte.

Giorno del mercato settimanale: Martedì.

Festa del Santo Patrono: 11 novembre, San Martino, Vescovo di Tours.

Eventi maggiormente rappresentativi:
  • Prima Domenica di Maggio: Torneo di Ruzzola “Lancio del Formaggio” Trofeo Rubini;
  • Seconda Domenica di Maggio: Classica Sagra della Favetta, con degustazione di pane unto con l’olio e vino delle colline vibratiane;
  • Terza Domenica di Maggio: Mostra Scambio delle Radio d’Epoca e delle Apparecchiature per Telecomunicazioni;
  • Prima Domenica di Giugno: Fiera delle Ciliegie “Classica di Primavera”;
  • Luglio e Agosto: Estate Neretese (minimo 45 appuntamenti serali); Teatro Dialettale Amatoriale Abruzzese, Esibizioni di bande musicali e Majorettes, “Festa della Famiglia”, “La Città dei Bambini”, Grandi Concerti di Orchestre straniere e Italiane; Meeting Nazionale di Atletica Leggera “Atletica sotto le Stelle – Città di Nereto”, Festival dell’Operetta, “San Lorenzo: Note sotto le Stelle”, Festa del Quartiere XXII Dicembre, Gare ciclistiche per diverse classi;
  • Settembre: “Settembrata Neretese”, con degustazione del piatto tradizionale abruzzese “Capra alla Neretese”;
  • 10 Novembre: Fiaccolata della Solidarietà, Rievocazione del Taglio del Mantello da parte di San Martino e degustazione del piatto tradizionale abruzzese “Tacchino alla Neretese”; a seguire, l’11, Festa Patronale;
  • 22 Dicembre: Rievocazione del “Miracolo della Madonna della Consolazione”;
  • 24 Dicembre: Classico Concerto di Natale;
  • 31 dicembre: Classico Concerto di Capodanno.
Nereto inoltre vanta una tradizione sportiva di prim’ordine, con la compagine calcistica dei “capretti”, l’F.C. Nereto, fondata nel 1914, che ha disputato campionati, fino a qualche anno fa, sempre di prim’ordine, lottando anche per il conseguimento della Serie “C”. Ora il sodalizio è in un momento di rifondazione per un più che probabile rilancio nelle categorie superiori. Sono altresì presenti diverse compagini di basket e pallavolo. Sono assai seguiti il gioco degli scacchi e quello delle bocce. Rimane viva la tradizione del “Lancio del Formaggio”, sport amatoriale le cui origini si perdono nella notte dei tempi e che vede proprio Nereto quale una delle poche realtà locali a tramandarsi di generazione in generazione le motivazioni, le origini e le regole del gioco.

Nereto anni addietro venne identificata quale “Città della Solidarietà”, tanto che simile appellativo venne scolpito sulla “Campana del Bicentenario” fatta fondere nel 1998 presso le Fonderie Marinelli di Agnone in occasione del Bicentenario del “Miracolo della Madonna della Consolazione”; la “Campana del Bicentenario” ora si trova posta dinanzi l’ingresso della Chiesa Madre, accanto al Municipio.


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